Arteterapia e processi di cura

In questo video ti mostro un piccolo lavoro, nato per gioco, che si sta rivelando un gioco molto serio.

Ho ritrovato questa foto in una scatola e tenendola in mano mi sono resa conto che non l’avevo mai guardata attentamente. 

Mi ha colpito molto la bambina in basso a destra, il suo sguardo, e da lì ho iniziato. La mia intenzione è stata quella di lasciarmi lo stomaco vuoto per sentirla.

Non so se hai mai provato questa sensazione, è puramente corporea. Le mani hanno fatto il resto.

Non ti nascondo che ho avuto difficoltà a sintonizzarmi in modo autentico con l’emozione principale della foto.  All’inizio, nonostante la vicinanza, il contatto era freddo.

So che questa foto racconta storie che non conosco fino in fondo ma che in qualche modo ho la sensazione di poter raccontare.

Ci sono figure meno facili della bambina a cui mi sono avvicinata. Ma da qualche parte bisogna cominciare. 

Questo vale per tutte le storie che non si sono sciolte, che sono rimaste mute, che nessuno ha potuto raccontare.

Provo a farlo con le immagini, con i disegni e con le mani. Senza testa. Vediamo cosa accade.

Perchè condivido questo? Perchè credo che condividere crei comunità, rete, relazioni e faccia luce.

Ti mostro il mio lavoro per farti sapere che anche tu puoi cercare, sciogliere, liberare e splendere. Un pezzettino alla volta.

Nella stanza dell’arteterapia accolgo tutte le storie mai raccontate, quelle senza parole, che ti fanno sussultare quando sbatte una porta, o quando senti piangere una creatura piccola.

Ti abbraccio, e ti aspetto. Questo lavoro richiede tempo e cura. Coraggio.